ANTICA NOVENA DI S.GIORGIO CAVALIERE (Questa novena è stata aproffondita e cercata da FataMorgana71 e Cassandra76)


Si racconta in diverse zone della sicilia che questa novena veniva eseguita dalle donne i cui mariti erano
impegnati in guerra, partendo dal giorno di San Giorgio, a mezzanotte,
per nove notti consecutive (appunto…NOVENA) per sapere se i propri
mariti erano vivi e stavano bene…lasciavano sul tavolo un foglio di
carta ed una penna con relativo calamaio all’epoca)una candela bianca o
verde speranza accesa (che si consumasse per l’intera notte ed
indicasse la via al santo)e si andava a dormire…se si sognava San
Giorgio a Cavallo, il marito era vivo e stava bene, se si sognava solo
il cavallo, il marito era passato a miglior vita, se si sognava solo il
Santo, senza cavalcatura, allora il marito era vivo ma per il suo
ritorno bisognava aspettare…Al mattino, si controllava il
foglio,poichè il Santo che passava per la casa poteva lasciare un
messaggio in latino ai suoi abitanti …

Il testo più o meno corretto dovrebbe essere questo…

<<Giorgiu Santu e Cavaleri,

vui siti a cavaddu e iu sugnu a peri,

vui ch’istivu a lu livanti

vui chi vinistivu a lu punenti,

sta grazia m’aviti a fari

tempu nenti!
>>

TRADUZIONE IN ITALIANO.

<< Giorgio Santo e Cavaliere,
Voi siete a cavallo ed io a piedi (metafora
sicula intesa a dire di essere in ambasce)

Voi che andaste a levante,
Voi che veniste a Ponente,
questa grazia dovete farmi
 tempo
niente!…>>

Personalmente non so se venga ancora usata per lo stesso scopo che
aveva in origine…sicuramente la grazia può variare e la risposta nel
sogno può divenire SI, NO E FORSE..

Questa è una delle tante antiche novene che sono presenti nel nostro forum Tarocchi e Streghe. Vi aspettiamo.. vi ricordiamo che se volete iscrivervi potete cliccare su questo link http://tarocchiestreghe.freeforumzone.leonardo.it/regc.aspx?c=156330&f=156330

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Una Risposta

  1. Ho saputo che, negli anni ’50 del secolo scorso, nella riviera tirrenica tra Milazzo e Villafranca T.. la ” Novena di San Giorgio ” veniva recitata allo scoccare del mezzogiorno, nascosti vicino ad una stradina di campagna. Si recitavano delle preghiere; si pronunciavano delle frasi e si attendeva, in assoluto silenzio, che passassero delle persone. In estate era l’ora che operai di campagna tornavano a casa dopo aver lavorato dalle ore 5 alle ore 12. Si ascoltavano le loro parole e si interpretavano riferendole al desiderio per cui era stata recitata la novena. In un caso la novena è stata recitata per conoscere il risultato di un concorso: le prime parole ascoltate, e pronunciate da uno di due passanti, sono state: “Ci vurria un cauci nto culu” – Ci vorrebbe un calcio nel sedere.” La raccomandazione non è stata trovata e il concorso non è stato vinto. La novena veniva recitata per diversi giorni, fin quando sarebbero state ascoltate delle parole attinenti il desiderio.

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